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La giusta dieta in gravidanza


Nel periodo della gravidanza ogni futura madre deve nutrirsi in modo tale da mantenere se stessa in buona salute e consentire, nel contempo, ai tessuti fetali di formarsi e svilupparsi nella maniera migliore.

L'alimentazione corretta rappresenta uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza e il normale accrescimento del feto: quantità e qualità del cibo e delle bevande vanno scrupolosamente controllate.

In parole molto semplici, la gestante dovrebbe alimentarsi in modo adeguato alle esigenze proprie ed a quelle del figlio. Possiamo dire subito che l'alimentazione in gravidanza non deve discostarsi molto da quella che dovrebbe essere seguita in ogni altro periodo della vita, con la differenza che l'apporto calorico deve essere più alto e che alcuni nutrienti devono essere sempre presenti.

Questo non vuol dire che la donna in gravidanza deve "mangiare per due", anzi il peso corporeo va sempre controllato perché non superi certi parametri rigidamente stabiliti. La dieta è molto importante per la fisiologica evoluzione della gravidanza, del parto e del puerperio.

E' quindi bene assumere una corretta quantità di calorie e fare una scelta qualitativa degli alimenti, orientata alle particolari esigenze del periodo.E' importante conoscere il proprio peso e valutarlo in funzione dell'altezza già prima del concepimento per calcolare l’Indice di Massa Corporea (IMC, si calcola dividendo il peso corporeo espresso in kilogrammi diviso Altezza in metri al quadrato; esempio: se il peso è 80 kg e l'altezza è 160 cm, IMC = 80 : (1,6 x 1,6) = 31,25): valori IMC, valori IMC compresi tra 20 e 25 depongono per una condizione di normopeso, mentre valori inferiori a 20 indicano situazioni di sottopeso, tra 25 e 30 di sovrappeso e valori superiori a 30 depongono per situazioni di obesità.

Una donna non gravida normopeso e con normale attività fisica necessita di circa 2500 kcal al giorno. Nel primo trimestre di gravidanza le necessità caloriche salgono a 2650 (+150) e nel secondo e terzo trimestre a 2800 (+300). Purtroppo, la diffusione di alimenti ipercalorici porta facilmente a superare le 3000 kcal giornaliere e ciò determina eccessivo incremento ponderale associato ad alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico che, nei casi più importanti, possono avere ripercussioni negative sulla crescita fetale e sul parto stesso.

L'incremento ponderale in un soggetto normopeso dovrebbe essere, dal concepimento al termine della gravidanza, intorno ai 12 - 13 Kg. Se la donna è invece in sovrappeso (IMC > 25), l’incremento ponderale dovrà essere contenuto tra i 7 e gli 11 Kg: Al contrario, nelle donne sottopeso (IMC < 20) è auspicabile, durante la gravidanza, un incremento ponderale di 14 - 16 Kg. Una buona abitudine è quella di pesarsi sempre sulla stessa bilancia, alla stessa ora del giorno, preferibilmente al mattino, a digiuno, dopo aver vuotato la vescica.

L'eccessivo aumento di peso al momento del concepimento o durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza comporta un affaticamento per la madre e può predisporre all’insorgenza di alcune patologie gravidiche, quali il diabete gestazionale o la gestosi.

Quest’ultima è una condizione tossica nella quale compaiono una serie di alterazioni, quali l'aumento della pressione arteriosa, la comparsa di proteine nelle urine e l’insorgenza di edemi.

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*Fonte: Trasmissione radiofonica "Tutti a posto" di Lattemiele

 

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