L’irregolarità intestinale nell'anziano

La prevalenza di stipsi riportata nell’anziano è estremamente variabile a seconda degli studi. La causa di tale enorme variabilità è legata soprattutto alla mancata uniformità nella definizione di stipsi e all’ambiente in cui gli anziani sono stati studiati (ambulatorio, ospedale o strutture protette).
In Italia, un’ampia indagine promossa dalla FIRI (Fondazione Italiana per la Ricerca sull’Invecchiamento) ha documentato - in una popolazione di oltre 5000 soggetti ultra sessantacinquenni - una prevalenza di stipsi del 24%.
La prevalenza di stipsi risulta significativamente più elevata nelle donne, nei soggetti maggiormente disabili e nei pazienti che assumono un numero elevato di farmaci.
Quali sono le cause della stipsi nell’anziano?
Con l’invecchiamento, si verificano una serie di modificazioni funzionali dell’apparato digerente che possono predisporre alla comparsa di stipsi, sintomo che molto spesso riconosce una eziologia multifattoriale.
Da un punto di vista fisiopatologico, la stipsi nell’anziano si può distinguere in stipsi semplice o funzionale oppure in stipsi secondaria a malattie organiche o a cause iatrogene, spesso dovuta all’assunzione di farmaci come gli antiacidi, gli antidepressivi, i diuretici, i farmaci anti-Parkinson, etc.
Alcune malattie organiche come il diabete, l’ipotiroidismo e le malattie degenerative, possono indurre stipsi attraverso un’alterazione del meccanismo propulsivo e alterazioni del riflesso della defecazione.
Lo spasmo dello sfintere anale, presente in molte patologie ano-rettali come le emorroidi o le ragadi, può essere causa di stipsi, che a sua volta aggrava le lesioni del canale anale.
E’ possibile prevenire la stipsi nell’anziano?
Nei pazienti ospedalizzati o ricoverati in strutture protette, va posta grande attenzione alla gestione e all’utilizzo dei servizi igienici. Assicurare privacy, pulizia, ordine e dignità nei trasferimenti, così come fornire e mantenere servizi igienici adeguati alle persone anziane deve essere un obiettivo prioritario nella gestione di qualsiasi struttura sanitaria.
L’uso di comode va assolutamente evitato e la scelta, qualora strettamente necessaria, deve essere accurata.
Numerose malattie croniche come il diabete mellito, l’ipotiroidismo e la malattia di Parkinson si associano a stipsi: la gestione ottimale di tali malattie migliora anche la stipsi.
Alcuni farmaci frequentemente possono determinare stipsi: adeguate spiegazioni sull’uso di tali farmaci e suggerimenti di tipo comportamentale riguardo all’idratazione, il movimento e alla dieta possono, almeno nelle forme più lievi, agire positivamente in senso preventivo della stipsi.
Quanto è importante la dieta per prevenire la stipsi?
Una caratteristica degli anziani con stipsi cronica è il ridotto apporto calorico e un minor numero di pasti giornalieri: si dovrà raccomandare l’assunzione di almeno 25-30 grammi /die di fibre dietetiche, di sufficiente quantità di liquidi (1,5-2.0 litri) e il consumo di almeno 3 pasti giornalieri.
In genere un soggetto anziano preferisce cibi teneri, poco voluminosi, raffinati, di rapida preparazione e di facile masticazione e deglutizione. Cibi freschi e soprattutto quelli ricchi di fibre vegetali richiedono masticazione e la raccomandazione di ingerire cereali, frutta e verdura, che contengono appunto fibre dietetiche di grosse dimensioni ha, di solito, scarso successo.
E quando la dieta non è sufficiente?
Quando la dieta non basta, è opportuno ricorrere alla somministrazione di un supplemento dietetico di fibre.
Le fibre non solubili, come la crusca, richiedono dosi elevate e spesso riducono anche l'assorbimento di oligo-elementi e minerali, provocando un aggravamento della sintomatologia che accompagna la stipsi, come il gonfiore e il dolore addominale.
La preferenza va quindi data alle fibre vegetali solubili, specialmente quelle gelificanti come il glucomannano, che non interferiscono con l’assorbimento di vitamine e minerali, sono ben tollerate e possono quindi essere usate per lungo tempo.
Le proprietà pre-biotiche del glucomannano favoriscono inoltre la crescita e il mantenimento di una normale flora batterica intestinale, la cui presenza garantisce la normale funzionalità dell’intero apparato digerente.
Il glucomannano, inoltre, esercita benefici effetti nell’anziano con diabete e dislipidemia. Grazie all’elevata viscosità generata in soluzione, migliora la tolleranza glucidica nel paziente diabetico e, aumentando l’eliminazione fecale degli acidi biliari, corregge l’ipercolesterolemia.
Fonte: Articolo tratto dall'intervista radiofonica del Professor Carmelo Scarpignato docente di farmacologia clinica e terapia all'Università di Parma e di gastroenterologia all'Università di Nantes, in Francia.